Chi sono

Sono una persona curiosa e appassionata di storie, da sempre.

Le storie, col tempo, sono diventate l’ambito attorno a cui ho realizzato la mia professione.

Sono una Psicologa e Psicoterapeuta.

Mi sono laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Torino nel 2004, con la votazione di 110/110 con lode. Tesi di laurea “La psicoterapia cambia il cervello”.

Iscritta all’Ordine degli Psicologi del Piemonte con il numero 4745 e nell’elenco degli psicoterapeuti.

Ho conseguito nel 2012 la specializzazione in Psicoterapia Cognitiva presso il Centro Clinico Crocetta di Torino, con la votazione di 70/70 con lode.

Nel 2018 mi sono specializzata in Psicoterapia Sistemica Familiare e Relazionale presso l’Istituto Naven di Udine, con la votazione di 100/100 con lode.

Ho vissuto a Udine dal 2013 al 2020, lavorando e collaborando con la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Sistemica, Familiare e Relazionale diretta dalla dottoressa Esterina Pedone.

Parallelamente ho portato avanti l’attività clinica in regime di libera professione, maturando esperienza clinica nell’ambito della psicotraumatologia.

Ho proseguito ad accrescere la mia formazione professionale partecipando a numerosi corsi, workshop e convegni tenuti da relatori nazionali ed internazionali, esperti in psicoterapia di vari orientamenti teorici.

Ho partecipato ai Training di primo e secondo livello in Psicoterapia Diadica Evolutiva (DDP), tenuti dal suo ideatore, Daniel Hughes, Psicologo clinico della Pennsylvania. La DDP, che è un modello di intervento che mira a favorire l’attitudine e la capacità del bambino di stabilire un attaccamento sicuro con le sue figure di accudimento, quando l’ho integrata nella pratica clinica, mi ha consentito di comprendere e supportare in modo efficace le persone con traumi dell’attaccamento.

Negli anni ho appreso e sempre più perfezionato la pratica all’utilizzo del metodo EMDR, conseguendo il titolo di Practitioner EMDR (terapeuta Esperto EMDR) e di Supervisore EMDR.

Mi sono formata alla Ego State Therapy (Terapia degli Stati dell’Io), un approccio terapeutico molto utile nel lavoro con le persone che hanno vissuto traumi di diversa natura e che soffrono delle conseguenze di tali esperienze.

Nel 2022 ho svolto la formazione in Psicoterapia Sensomotoria per temi legati al trauma, riconosciuta dal Sensorimotor Psychotherapy Institute. Questo training, focalizzato sulla dimensione corporea implicata nelle esperienze traumatiche e nel loro trattamento, ha ulteriormente arricchito la mia pratica clinica.

Nel tempo ho cercato di realizzare una integrazione armoniosa tra i vari orientamenti teorici, approcci psicoterapeutici, metodi e tecniche in cui mi sono formata. Questo, oggi, si traduce nella possibilità di aiutare le persone attraverso strumenti di lavoro differenti, mutuati da diversi approcci teorico-clinici.

Dal 2020 mi sono trasferita a Cuneo, dove proseguo la mia attività clinica, di formazione e supervisione.

E’ nell’incontro, o nel mancato incontro, con l’Altro che si genera la sofferenza umana.

E’ da un nuovo incontro con l’Altro che è possibile prendersi cura di quella sofferenza.

Ecco, in sintesi, cosa ritengo sia la psicoterapia: un incontro innanzitutto. E successivamente un’occasione per esplorare, in sicurezza, la propria sofferenza, comprenderne l’origine, rielaborare le esperienze che ne stanno alla base, per potersi aprire ad un nuovo modo di essere in relazione a se stessi, agli altri, al mondo.

Non possiamo cambiare il passato, ciò che ci è accaduto, ma possiamo cambiare il modo in cui ci sentiamo ora rispetto al nostro passato.  Questa è l’essenza dell’obiettivo più ampio di una psicoterapia.

Una metafora a me cara, per parlare di ferite dell’anima e psicoterapia, è quella che fa riferimento all’arte del kintsugi, una pratica giapponese che si utilizza per riparare un vaso prezioso quando si rompe in tanti cocci.

E’ una pratica che evidenzia le fratture, le impreziosisce e aggiunge valore all’oggetto rotto, poiché per riunire i pezzi viene utilizzato un metallo prezioso come l’oro, che esalta le linee di frattura che si sono create. Dopo il trattamento, l’oggetto diventa ancor più pregiato, grazie alle sue cicatrici dorate.

Usando questa metafora, io penso alla psicoterapia come all’arte del kintsugi, l’arte cioè di riparare e impreziosire le ferite dell’anima.

Profondo rispetto per la persona, professionalità e competenza sono ciò che ispirano la mia pratica lavorativa.

Curiosità, passione e dedizione sono ciò che animano il mio essere ed il mio fare.

La curiosità di conoscere, esplorare, ricercare, approfondire mi ha permesso di imparare molto, mi ha arricchita, mi ha fatta crescere.

Questo lo devo alle tante persone – colleghi e pazienti – che ho incontrato e con cui ho condiviso un pezzo di strada insieme.

Amo la vita.

Poterla celebrare ogni giorno dovrebbe essere un diritto per tutti.

A volte la sofferenza emotiva ci impedisce di sentire il miracolo della vita e di realizzarlo.

Credo che la psicoterapia possa essere un’occasione per rimuovere i blocchi e riavviare il processo naturale che ci fa tendere verso la vita e la massima realizzazione del progetto che siamo.