Antonio, 55 anni

Letizia Prezia, oltre che un’ottima professionista ed una persona pregiata come te ne capitano di rado, è un’amante delle metafore. Ce n’è una, di cui mi ha fatto dono, che descrive in maniera calzante ciò che ho fatto per gran parte della mia vita: camminare in avanti tenendo lo sguardo rivolto all’indietro. Ovvero: pensavo di sapere che cosa volevo fare e dove volevo arrivare, ma il mio comportamento era emotivamente così condizionato dai traumi dell’infanzia che ho collezionato una lunga serie di “facciate” e di “inciampi” in ambito affettivo e relazionale. Senza pensare a quanti sogni non ho realizzato nella vita perché non ci ho nemmeno provato!

Con la terapia, con le sedute EMDR specialmente, abbiamo rielaborato i ricordi delle violenze di mio padre e dell’assenza di mia madre. In questo modo abbiamo sgretolato le fondamenta (un’altra metafora…) della mia rabbia e della mia insicurezza. Oggi sto meglio, calco con maggiore sicurezza il palcoscenico della mia vita (questa volta la metafora è mia, però). Interpreto la mia parte con i piedi ben piantati sul palco e senza più timori, rispetto lo spazio e i tempi degli altri e non ne rubo le battute. E viceversa difendo il mio spazio e il mio tempo e cerco di non farmi condizionare dagli altri. In verità non è sempre così semplice ed automatico; in certi giorni mi riesce meglio e in altri meno, ma il cammino è stato intrapreso e non c’è paragone tra il me stesso di oggi e quello di un anno fa. E mi sento molto meglio.