Lucia, 53 anni

In un periodo di estrema fragilità e vulnerabilità ho intrapreso un percorso di psicoterapia con la dottoressa Letizia Prezia che si è rivelata una persona e professionista fantastica che ha saputo guidarmi all’introspezione con una delicatezza e sensibilità rassicurante. Grazie a questo percorso sono riuscita a risanare vecchie ferite e sensi di colpa che mi affliggevano da anni. È vero che non si può cancellare il passato ma si può cambiare prospettiva. Ad oggi ho una consapevolezza nitida, reale e soprattutto un appagante senso di leggerezza. Grazie di cuore!!


Esmeralda, 35 anni

Ho lottato per anni al fine di portare il sole nella mia vita lasciando indietro un'infanzia buia, pesante, ingombrante. La psicoterapia mi ha permesso di godere di quel sole che con duro lavoro avevo portato nella mia vita, ma nel quale non riuscivo ancora ad immergermi completamente. Mi ha permesso di fare volare via le ombre del passato che prepotenti, di tanto in tanto, rubavano la scena alla meraviglia del presente.
Leggerezza e autostima: oggi so che sapore hanno.


Viaggio, 36 anni

La psicoterapia fatta con me.

La psicoterapia. Mi sono sempre chiesto che cosa volesse dire... La terapia della psiche? La terapia di chi è matto? La terapia delle mente chi non sta bene? Quante possono essere le risposte...quanti possono essere gli stigmi legati a questa parola. Per me la parola psicoterapia è diventata un sinonimo di un'altra parola: viaggio. Si esatto, viaggio. Viaggio dentro di me. Forse il più lungo, il più tortuoso, il più difficile, quello meno dettagliato. Ogni viaggio che faccio ed organizzo, mi piace appuntare per tutta la durata della vacanza, che cosa vedo, quando, come, orario, cosa fotografare, cosa non vedere, cosa mangiare, dove star di più e dove fermarsi solo per alcuni secondi. Mi faccio, già prima della partenza, un idea di che cosa porterò a casa. Ricordi, musei, cibo, momenti, suoni, profumi, attimi, scorci ed anche sguardi. Alcuni viaggi mi piace farli da solo...altri in compagnia. Come ben sapete, la compagnia giusta è fondamentale durante un viaggio. Ci va intesa, condivisione e rispetto. In un viaggio si può anche aver bisogno dei propri momenti per se stessi, per i propri interessi...per i propri spazi.
Questo mio viaggio fatto con Letizia mi ha insegnato molte cose. Una è proprio quella di accettare che in alcuni momenti, anche se in compagnia durante una vacanza, è sano e giusto prendersi degli spazi se lo ritengo opportuno. Sono piccole ricariche, piccoli momenti che ci si può concedere a se stessi. È bello non snaturare quest'aspetto così intimo.
Il viaggio poi ha, ovviamente, inconvenienti. Il maltempo? Il freddo? Il caldo? Il sonno? Tutto quello che può andare a condizionare la vacanza.
Ed è proprio così che è avvenuto nel mio viaggio...uno parte...convinto di arrivare lì...facendo così e così...ma poi...sbam... l'inconveniente. E sapete cosa ho capito? Che non si possono raggirare, ma forse comprendere, darli un significato, darli anche un valore e darli un tempo. Da lì nasce la capacità di rendere un’inconveniente un qualcosa di anche curioso, un qualcosa da capire e da accettare. Non possiamo fare nulla contro in temporale inatteso...ma possiamo apprezzare quando sia bello il rumore della pioggia che cade, l'odore dell'erba bagnata, il colore delle nuvole quando termina e magari...se siamo fortunati anche apprezzare l'arcobaleno che poi si presenta davanti a noi. Eppur eravamo partiti da un acquazzone...

Per me la psicoterapia, è stato il viaggio più bello. Il viaggio più lungo, più curioso, più pieno di imprevisti, più difficile, più colorato, più pieno di temporali ma allo stesso tempo di arcobaleni.
Le risorse che abbiamo e che impari ad attingere dentro di te, sono la fonte più grande che può farci apprezzare il temporale.

Penso a Venezia. La Riva degli Schiavoni. Uno dei punti panoramici più belli da cui scattare fotografie della città. Lo stesso posto da cui l'alba ti sa far sentire fortunato per poter godere di tanta bellezza ed è lo stesso posto in cui, se scatti una foto durante o dopo il temporale, apprezzi comunque lo stesso. È bello e curioso capire che, una volta tornati a casa e riguardi i tre scatti che hai fatto da lì (alba, temporale e dopo il temporale), siano tre momenti diversi ma che per uno strano motivo, sono tutti e tre belli. E ti rappresentano, e ti fanno ricordare anche il tuo stato d'animo del momento, ma soprattutto che quella è anche Venezia sempre e comunque.

Il viaggio con Letizia è stato così, tante albe, tanti temporali e tanti arcobaleni. Come tutti i viaggi, richiede tempo per organizzarlo, tempo per assaporare ogni momento di quando sei lì, e tempo per riordinare e ricordare i ricordi.
Penso che il viaggio più bello sia stato quello fatto dentro di me...qualunque si stata la partenza...so dove sono arrivato.
Grazie Letizia per esserci stata nell'alba, nel temporale e nell'arcobaleno.

Buon viaggio a tutti


Celeste, 33 anni

Il percorso di psicoterapia per me è stata la possibilità di ridonare vita, ossigeno ed energia ad una parte di me che stava appassendo. E’ stato donare voce a parole rimaste soffocate per molto tempo. E’ stato un cammino meraviglioso fatto di scoperte, di comprensione, di accoglienza, di autenticità, di imparare a lasciare andare. La psicoterapia è stato ed è per me un fiore, un fiore che custodisco con cura e attenzione come si fa con le cose preziose e delicate. E’ un fiore che seduta dopo seduta ho innaffiato con cura, delicatezza e passione. Passo dopo passo, parole, pensieri, ascolto, consapevolezza hanno fatto sì che la linfa abbia ridonato a questo fiore vita ed energia bella.
Letizia è stata per me fin dal primo incontro una di quelle persone con cui ho potuto essere me stessa fino in fondo. Mi sono sentita accolta, ascoltata con interesse sincero, compresa, sostenuta. Rappresenta per me un grande esempio di professionalità, competenza, passione, entusiasmo, delicatezza e profondo rispetto.
La psicoterapia rimane uno dei regali più belli che io abbia fatto a me stessa.


Stella, 38 anni

Il percorso con la dottoressa Prezia è stato determinante per imparare a dare valore a me stessa. Mi sono sentita a mio agio con lei, dopo poche sedute ho sentito che era la "persona giusta" per me. Mi sono sentita spronata e confortata nei momenti giusti e questo suo atteggiamento mi ha portato ad una naturale conquista della mia indipendenza emotiva. Se penso a come stavo un anno fa provo tanta tristezza per quella donna piena di rabbia che aveva paura di autodeterminarsi. Ora sono pronta a fare ciò che rende ME felice.


Sofia, 37 anni

La psicoterapia è stata la cosa migliore che abbia mai fatto per me. Un percorso di riscoperta e consapevolezza unico.


Paola V., 49 anni

Per me intraprendere un percorso di psicoterapia ha significato essenzialmente cercare di riacquistare il controllo della mia vita. Una pesante sequenza di lutti ha sconvolto la mia esistenza ed i miei progetti: la mia risposta è stata quella di cercare comunque di andare avanti, ho un figlio da crescere, un contesto familiare dove sono molto amata e delle valide amicizie. Ma tutto questo non è bastato, perché il dolore talvolta ci rende abitanti di una sorta di terra di nessuno. Il presente è faticoso perchè si percepisce il sé come un vaso pieno di crepe ed è una lotta quotidiana tenere assieme tutti quei cocci. Nel futuro, certo, ci sono impegni e doveri, ma gli si va incontro con scarse speranze e senza entusiasmo, anzi, con molte paure, intimamente persuasi che in esso non potranno che replicarsi i dispiaceri del passato. Il passato poi, diventa un fardello pesante da trascinare: i ricordi belli sembrano sbiaditi, avviliti, perché le storie preziose di amore e di affetto hanno trovato un prematuro epilogo di malattia e morte. Mi ero persuasa di dover semplicemente sopportare la mia esistenza piuttosto che viverla, così mutilata. Mutilata e svuotata, oltre che degli affetti, anche degli interessi e delle passioni che l’avevano da sempre caratterizzata.  Avevo abbandonato la lettura: non volevo rischiare di ritrovare tra le pagine di un libro qualcosa di simile ai miei trascorsi. La scrittura, anche: spesso costringe a guardarsi dentro, e dentro di me sembravano esserci solo macerie. Il giardinaggio ed i fiori erano stati mantenuti allo scopo di ornare il cimitero. Mi piaceva anche cucinare un tempo, ma anche in questo campo, perché fare qualcosa fuori dell’ordinario? Per riunirsi attorno ad un tavolo e constatare dei posti rimasti vuoti? La passione per la natura pareva essere l’unica superstite. Ma fare una piccola escursione la domenica serve più a non soffocare che a darsi delle ragioni per vivere.

Sono approdata in psicoterapia quando ho temuto veramente di perdere il controllo, delle mie azioni nell’immediato e della mia vita in generale. Non nutrivo grandi speranze, in fondo non sapevo nemmeno bene cosa aspettarmi. Ho tentato questa carta anche nel timore di creare apprensione ai miei cari: volevo proteggerli dal mio malessere che non riuscivo più a gestire né a dissimulare. Il lavoro di psicoterapia è consistito essenzialmente nell’elaborazione dei ricordi dolorosi che continuavo, magari inconsapevolmente, a far rivivere nelle mie giornate. Mi è sembrato di lavorare, con l’aiuto della terapeuta, a ricomporre il puzzle dissestato della mia esistenza, dove le tessere che rappresentavano dolore, rabbia, rimorso, sembravano così grandi, fuori scala, da non trovare una collocazione possibile; quelle che rappresentavano le cose buone, gli affetti, le gioie, sembravano non trovarsi più. La trama così risistemata mi ha restituito senso e speranza. Non devo più sprecare troppe energie per tenere a bada il dolore: posso dedicarle alle persone che amo. Nella mia famiglia ci sono persone anziane e bambini, le une e gli altri gioiscono delle attenzioni in più che riesco a dare. E’ cambiata anche la mia percezione del ricordo delle persone amate che ho perso. Posso evocare le loro figure nei contesti migliori. E’ cambiato anche il mio modo di dormire. Per mesi, forse per anni, il mio sonno è consistito in una sorta di dormiveglia, intervallato da sogni e continui risvegli. Ora il mio sonno è prevalentemente profondo e ristoratore. Tutto questo senza fare ricorso a farmaci, che magari possono tentare quando si vorrebbe far cessare l’angoscia, ma non risolvono i problemi alla radice.

A poco a poco sono tornate gli interessi e le passioni. Ho ripreso a leggere e soprattutto a scrivere qualche breve racconto che tratta delle cose belle che ho vissuto ed imparato. Chissà che un giorno mio figlio o i figli dei miei fratelli possano trovare tra quelle memorie qualcosa che li gratifichi e li conforti: vi si parla molto della loro infanzia, delle loro radici. I fiori non si coltivano più soltanto per il cimitero, ma per la gioia degli occhi e perché rappresentano una bella metafora della vita: ciò che curi con amore ti ripaga.

La terapia è stata anche molto utile nella gestione del rapporto con mio figlio adolescente, che sì è trovato a vivere esperienze dure in un’età difficile. Ho ricevuto sostegno e ho potuto beneficiare di un confronto esterno alle dinamiche familiari, perché anche con tutto l’amore e le buone intenzioni è facile sbagliare.

Come nella vita di tante persone, anche nella mia ci sono state perdite e lutti, ma sono convinta di avere sempre avuto una fortuna particolare: sono nata in un contesto dove sono stata molto amata e lungo il mio cammino ho fatto numerosi incontri speciali, che mi hanno arricchita molto. Quello prezioso ed indimenticabile con la terapeuta non ha certo fatto eccezione.


Luce, 31 anni

Ho intrapreso questo percorso senza sapere di preciso dove mi avrebbe portato, ci ho sempre creduto fin dalla prima seduta che quello che avevo deciso di percorrere mi avrebbe dato una mano a stare meglio.

E' un percorso che mi ha aiutato a sciogliere dei nodi del passato, a capire meglio come funzioniamo da diversi punti di vista, non è stato facile inizialmente entrare dentro sè stessi, ascoltare il proprio corpo e mettere in pratica i suoi suggerimenti. Anzi, molto impegnativo!

I momenti di sconforto, disperazione e rassegnazione non sono mancati, sono stati accolti sempre in maniera costruttiva.

Ci è voluta costanza, forza di volontà, determinazione e voglia di scoprire anche i lati più nascosti del nostro essere.

Ad un certo punto, senza un preavviso senti che il sacrificio e il lavoro fatto, ti fa sentire quello che sei davvero, ti senti leggero e forte. Un nuovo te.


Lisa, 43 anni

Ho intrapreso il percorso di psicoterapia mossa dalla necessità di prendermi cura di me, non sapevo in cosa sarebbe potuto consistere ma, fortunatamente, l’urgenza ha avuto la meglio sugli indugi.

In questo cammino mi sono sentita condotta per mano, con grazia e, passo dopo passo, sono riuscita ad individuare l’origine dei miei timori e dar loro una collocazione temporale certa: il passato. Ora li posso “guardare da lontano”, come eventi gravi che hanno avuto un forte impatto sulla mia vita, ma è come se non mi sentissi più sopraffatta da essi. Grazie all’EMDR ho imparato che “scollegando” dal presente le reazioni automatiche e i pensieri ricorrenti originati dal nostro vissuto possiamo aprirci a nuovi approcci, e ora voglio che il mio cammino prosegua in questa sana direzione. Grazie Letizia.


Serena, 33 anni

Sono Serena, ho iniziato il mio percorso di psicoterapia per superare un trauma, che mi portavo dietro da un po’, con l’università.
In poco tempo mi sono resa conto che di traumi ne avevo un sacco. Mi è stato proposto di sciogliere questi traumi con la tecnica dell’emdr. Non avrei mai pensato di provare delle emozioni così forti e di riuscire anche a sentirle in maniera così distinta nel mio corpo. Ho ancora l’immagine viva della prima seduta, quando una goccia nera E pesante si è appoggiata sul mio stomaco. Poi però si è sciolta la goccia e ho pianto delle lacrime dolci e bellissime.
Mi sento di consigliare a tutti di prendersi cura del proprio benessere psicologico, perché a volte siamo i nostri peggiori nemici, tanto da credere che ci stiamo facendo del bene a non guardarci davvero dentro e che le Innumerevoli maschere che ogni giorno sovrapponiamo ci possano salvare. Ho capito anche che il regalo più bello che ci possiamo fare è di trovare il coraggio di cambiare, di prendere davvero in mano la nostra vita e accettarci per quello che siamo.
La mia vita è sicuramente migliorata, tanta rabbia e tanto rancore sono scomparsi e mi sento molto più leggera e libera.