Edith, 44 anni

La cosa più complicata è stata raccogliere il coraggio e telefonare la prima volta. Ho tenuto per diversi mesi il numero della Psicoterapeuta registrato in rubrica, ogni tanto lo guardavo e sfioravo il tasto per la chiamata, senza mai premerlo davvero.

Il mio timore era che un percorso terapeutico avrebbe potuto far scoperchiare un vaso di pandora, ‘costringendomi’ ad un’analisi senza fine.

Il pretesto per iniziare l’ho trovato fuori da me, fin dalla seconda seduta però, il vero nocciolo della questione si è palesato.

Non credo di essere ancora uscita completamente da certi meccanismi e da certe dinamiche disfunzionali, che tanto chiaramente sono riuscita a mettere a fuoco grazie al paziente aiuto della dottoressa Prezia, ma mi ha aiutato tanto il poter osservare le cose e le persone da un altro punto di vista.

Anche io mi sono scoperta diversa: c’è una parte di me consapevole, indipendente e orgogliosa della propria identità e unicità. L’ho vista, l’ho incontrata e ho percepito la sua energia e potenzialità. Adesso devo avere il coraggio di farla uscire e di fidarmi delle sue emozioni.