Elisa, 30 anni
Mi chiamo Elisa, ho 30 anni. Da circa 3 sono in psicoterapia. Ed è stata la scelta più intelligente e coraggiosa che io possa aver fatto. Intelligente perché mi ha dato ottimi frutti; coraggiosa perché.. ci vuole una forza incredibile a guardarsi dentro, accettarsi, e tirare fuori vecchi fantasmi dal cassetto che avresti preferito tenere sotto chiave.
Ripenso a questi tre anni e.. è come se fossi andata a camminare in montagna, a raggiungere una vetta. Cerco di spiegarmi.
Quando arriva l’ora di mettersi in cammino, parto sempre un po’ scoraggiata.. penso a quanta strada c’è da fare, a quanto sarà dura. Anche se so che arrivata alla meta sarò molto, molto felice. Una cosa molto importante: in montagna non si va mai da soli. Ed è proprio il compagno di viaggio l’elemento fondamentale.
Inizio a camminare e tutto sommato vedo che le gambe si muovono, sincronizzo il respiro. Vado.
Arriva sempre un punto, o anche di più, un po’ difficile. Ci sono dei gradoni da affrontare, o altre difficoltà; le gambe ti chiedono di fermarti. Lo devi fare. Ma riesci a raccogliere le energie, capisci che dentro di te la forza e gli strumenti li puoi trovare. Il buon compagno di viaggio ti aiuterà sempre in questo.
Raggiungo la meta. Il panorama è bellissimo; quasi immediatamente dimentico la fatica. Arriva la soddisfazione; l’avercela fatta. Mi posso godere lo spettacolo per un po’, ma arriva l’ora di tornare giù.
Le gambe si muovono meglio, quasi viene voglia di correre. Lo posso fare, ma posso anche mettere un piede sul sasso sbagliato e scivolare, cadere. Mi rialzerò, ormai lo so.. ho affrontato tutta quella salita! Ma cerco di metterci attenzione comunque, senza togliermi il divertimento.
Questo è stato per me il viaggio della psicoterapia. Iniziato per una delusione affettiva.. ho scoperto la me stessa che non conoscevo! Prima di partire ero indecisa, pensavo a quanto dolore avrei dovuto guardare in faccia, alla fatica del lavorare su di me. Ma poi ho pensato che alla fine sarei stata bene.
La prima tranche è durata alcuni mesi. Stavo bene ed avevo una nuova energia, nuovi colori. Poi la vita ti fa incontrare altre persone, ti dona gioie ma anche delusioni. E sono rientrata. Avevo il vuoto dentro. Le gambe davvero non si muovevano più. Ho affrontato la depressione. E poi, piano piano, di nuovo mi riempivo di cose nuove. Nuove certezze. Non smetterò mai di ringraziare la mia compagna di viaggio.
Grazie a lei ho sperimentato l’EMDR e la sua potenza. Ogni volta un’emozione grandissima in questa possibilità di prendere il ricordo, e risistemarlo. A parole non è facile.. è come se nella mia cassettiera dei ricordi ci fosse un gran disordine, tanto da non voler nemmeno aprire per guardare. E nella quotidianità mi comportavo di conseguenza, per tutto quel disordine che mi ero portata dietro. Poi arriva l’EMDR e, a volte con fatica, perché ci sono ricordi o fatti accaduti così ben intrecciati da non lasciarsi sgrovigliare, i file si risistemano. Ce l’ho fatta. Ho avuto anche paura in certi momenti.. ricordare alcuni vissuti mi aveva bloccata. Letteralmente. Ma io non ho mollato. Ogni tanto ci ho anche pensato.. ma la mia compagna di viaggio non mi ha mai lasciata sola e mi ha aiutata a tirare fuori tutti quegli strumenti che nemmeno pensavo di avere.
E sono arrivata in cima, mi sto godendo il panorama. So che dovrò fare molta attenzione anche durante la discesa. So che potrei cadere. Probabilmente succederà. Ma ho uno zaino con molti attrezzi, e spero di saperli usare. Non mi mancherà il coraggio di chiedere di nuovo aiuto se ne dovessi avere bisogno.
Iniziare un percorso di psicoterapia non è una debolezza. Ci vuole coraggio a guardarsi dentro e a stare a contatto con le proprie emozioni. Lo consiglierei a tutti, è un viaggio bellissimo alla scoperta di sé.