Tania, 36 anni

Mi chiamo Tania, sono nata in Cile ma vivo a Udine dall’età di 5 anni e mezzo. Vorrei raccontare cosa ha significato per me fare un percorso di psicoterapia con la dottoressa Letizia Prezia. Ho iniziato il percorso a settembre 2019 con l’obiettivo di risolvere alcuni conflitti interiori e alcuni traumi che mi portavo dietro dall'infanzia. Fin da subito grazie alla capacita della dottoressa Prezia mi sono sentita a mio agio nel raccontare la mia vita, ho potuto parlare liberamente, e con il trascorrere delle sedute ho potuto affrontare  in profondità dei traumi infantili che non mi permettevano di vivere una vita serena; grazie alla tecnica dell'EMDR in pochi mesi ho scavato nel profondo dei miei ricordi più traumatici e sono venuti a galla ricordi dolorosi e lontani, che ho affrontato e rielaborato. I risultati li ho potuti vedere fin da subito, ho notato una maggiore consapevolezza in me, affrontare ricordi e paure del passato mi ha aiutato a vedere la mia vita attuale in maniera differente, e ho potuto vedere con chiarezza come questi ricordi non elaborati hanno inciso in maniera profonda nelle scelte della mia vita fino a quel momento. L a fiducia nella mia terapeuta è stata massima, e grazie a lei mi sento più consapevole, più sicura di me e meno spaventata nell'affrontare la mia vita. I disturbi d'ansia che mi tormentavano sono quasi del tutto spariti, sento un maggior contatto con me stessa e ho più fiducia nelle mie capacità di prendere decisioni giuste per la mia vita. Sono mamma di due bambini e la psicoterapia mi ha aiutata molto anche nel rapporto con i miei figli e nell'avere più sicurezza nel mio ruolo di madre. I ricordi del passato non mi spaventano più, fanno parte di me e mi hanno fatta diventare ciò che sono ora, non sento più quella sensazione di divisione interna che sentivo quando sono arrivata al primo incontro, una sensazione che mi faceva perdere la fiducia in me stessa e nelle mie capacità di prendere decisioni buone per la mia vita. Ora che la terapia sta volgendo a un termine per quanto riguarda il ritmo di una seduta a settimana, mi sento più fiduciosa per il futuro, ho acquisito la capacità di guardarmi dentro e sentire le mie emozioni con più chiarezza.

E' un percorso che mi sentirei di consigliare a chiunque, nel mio caso mi sento fortunata ad aver incontrato una terapeuta come la dottoressa Prezia, che ha saputo ascoltare la mia storia senza giudizio, mi sono sentita capita e accolta in tutte le emozioni dirompenti che ho provato.

Ogni volta tornavo a casa con un pezzetto in più di consapevolezza e questo mi ha dato sempre molta serenità.

Personalmente mi sento arricchita come persona e cresciuta, anche se nel fondo sono sempre io.

E’ un esperienza che non dimenticherò mai e che rifarei se dovesse essere necessario.


Luce, 38 anni

Il mio percorso mi ha portato a ritrovarmi, a riconnettermi con i miei bisogni e a valorizzarli, con una nuova consapevolezza, rimanendo centrata su di me. È stato prezioso ascoltarmi, per trovare le risposte da dentro, capendo di avere in me tutte le risorse necessarie per creare il futuro che desidero per me stessa. È stato anche riallineare il mio pensare e il mio agire con il mio sentire. Un'esperienza di valore che mi ha dato slancio per nuove sfide e strumenti utili per viverle con fiducia e serenità.


Gaia, 36 anni

Ho voluto intraprendere un percorso di miglioramento della mia persona iniziando con un cambiamento del mio corpo con la scelta di effettuare l’intervento di bypass gastrico.

La decisione di iniziare una terapia è stata quindi una conseguenza naturale per migliorare me stessa in ogni aspetto.

La terapia è iniziata prima dell’intervento e non è stata semplice.

È stato un viaggio di conoscenza di me stessa, di conoscenza delle emozioni e degli strumenti per gestirle.

Non è stato semplice scrivere la mia storia e alcune volte non mi rendevo conto del mio vissuto, la fortuna è stata che fin dal primo appuntamento c’è stato feeling che mi ha permesso di sciogliermi raccontando me stessa. Non parlo facilmente di me e non mi apro con tutti condividendo le mie storie personali, ma la fiducia che ho avuto fin dal primo incontro ha permesso di sciogliermi ed essere più spontanea.

I primi incontri sono stati molto duri perché trovarsi faccia a faccia con le proprie emozioni non è mai facile in quanto si viene travolti da ansia, angosce e tristezze ma grazie al lavoro terapeutico sono riuscita a conviverci, riconoscendole e trovando gli strumenti per gestirle.

In alcune occasioni avrei mollato tutto, il dolore era molto forte, ma la volontà del cambiamento era più forte di ogni paura e mi ha permesso di andare avanti guardando sicura quello che dovevo affrontare.

Più si andava avanti nel viaggio terapeutico e più sentivo che non ne potevo fare a meno, sentivo l’esigenza di andarci per sfogare le mie emozioni; ma poi, pian piano, ho preso sicurezza di me stessa e di quello che potevo fare e di chi potevo essere e non ho più sentito l’esigenza degli incontri.

Ora che ho finito il viaggio mi sento una persona migliore e so che qui comincia un viaggio nuovo con nuove consapevolezze. La mente è più aperta, conosco di più me stessa e con gli strumenti che ho assimilato posso capire maggiormente gli altri e di conseguenza so anche come comportarmi nei momenti di difficoltà

In conclusione sono convinta che ognuno di noi dovrebbe intraprendere un percorso del genere: sicuramente tutte le persone che vogliono intraprendere il percorso che porta al bypass gastrico ma anche tutti quelli che vogliono conoscere meglio se stessi per volersi più bene e poter affrontare con più forza e consapevolezza il proprio futuro e le altre persone.


Francesca, 34 anni

Ho iniziato il mio percorso di psicoterapia più di due anni fa.

Venivo da un lutto importante accaduto quattro anni prima. Come molte persone avevo attraversato la fase della disperazione ma poi ero rimasta bloccata in una fase in cui apparentemente vivevo a 300 all'ora ma in cui non c'era spazio per emozioni e sentimenti. Le esperienze personali e lavorative si succedevano ma io non ricordavo niente, come se non le avessi mai vissute.

Dentro di me sentivo che non era sano, avevo avuto un'esperienza di psicoterapia che mi aveva scoraggiata. Poi un'amica mi aveva raccontato la sua storia e il suo percorso con una psicoterapeuta con cui stava facendo un bel percorso.

Ho deciso che dovevo darmi un'altra opportunità, mi sono guardata e ho ammesso di aver bisogno di aiuto per sbrogliare tutta la matassa di sensi di colpa e rimpianti che mi stavo portando dietro e che mi stava condizionando la vita.

È stata davvero un'esperienza forte e molto difficile. Ma a pensarci bene, il passo più coraggioso è stato ammettere di avere un problema. Chi non vorrebbe essere una persona serena che risolve i problemi e va avanti? Tutti. Ma io non lo ero, e non è una colpa.

Durante i sei mesi di terapia ho letteralmente, e cito la mia psicologa, sentito la mia perdita e attraversato e vissuto quel dolore che per tanto tempo era rimasto chiuso in me.

Oggi posso concedermi di sentire la mancanza di quella persona e versare ancora qualche lacrima, ma trattengo solo i ricordi. I sensi di colpa e le immagini che mi facevano chiudere in me stessa le ho lasciate andare.

Per me la psicoterapia è stato essere presa per mano e guidata su una strada che mi faceva paura; i passi li ho fatti io. Alla fine quella mano l'ho lasciata e sono tornata a camminare da sola, consapevole del percorso fatto.

La fiducia che ho sentito dal primo momento verso la mia psicologa è stata fondamentale, mi ha permesso di aprirmi e farmi guidare nell'elaborazione di tutto.

Ho condiviso con lei anche altri periodi della mia vita, e tutto mi ha aiutato ad essere più consapevole di me e degli strumenti da mettere in campo quando ne ho la necessità.

Grazie di cuore Letizia.


Federico, 44 anni

Devo essere sincero, all’inizio sulla parola psicoterapia avevo qualche pregiudizio. Poi iniziando questo percorso mi sono ricreduto.

Ero da solo, triste, seduto in un angolo. E la psicoterapia è stata come una grande mano aperta che ti viene incontro e ti aiuta a rialzarti, facendoti ritrovare la forza e la voglia di camminare di nuovo a testa alta!!


Erica, 30 anni

La psicoterapia: un viaggio alle origini di se stessi per giungere ad un vivere il qui ed ora in modo più accogliente, nella possibilità, tra le varie emozioni che la vita ci riserva, di vivere serenamente contando sulle proprie risorse interiori. Un percorso che porta all’accettazione di ciò che è stato e ciò che è e porta con sé la possibilità concreta di migliorare la propria vita interiore e relazionale.

Dopo un lungo periodo di sofferenza e rabbia difficilmente gestibili sono approdata in un posto sicuro dove esplorare i motivi di tutto quel malessere e le dinamiche che mi accendevano e mi portavano a mettere in atto strategie disfunzionali che tendevano a procurarmi ulteriori ferite.

La psicoterapia è stata la possibilità di vivere le emozioni in un luogo in cui mi sentivo protetta e contemporaneamente libera di esprimermi. Mi ha permesso di abbracciare i miei vissuti, dargli una spiegazione e quindi rendermi consapevole di che cosa mi ha guidato quando questi pensieri e credenze hanno preso vita.

Ho imparato a vivere tutto ciò che mi succede cercando di non giudicare nulla ma accettando, cercando di capire che cosa si è attivato, che cosa voglio dirmi dal profondo.

La psicoterapia mi ha insegnato che sono piena di risorse e che anche le cose che ho ritenuto negative avevano un senso di esistere nella mia vita e nel momento storico che stavo vivendo.

Ho cercato di sanare il mio passato in modo che non si ripresenti con irruenza nel mio presente. Sono consapevole che non possiamo cancellare il passato e siamo frutto della nostra storia, ma ciò che consente la terapia è proprio questa possibilità di risanare le ataviche ferite e secondo me in qualche modo dar loro una dignità e una storia. Non possiamo essere altro da ciò che siamo, ma nella misura in cui ci conosciamo possiamo amarci e abbracciarci nella nostra unicità e scegliere di apprezzarci perché, nelle condizioni in cui eravamo, abbiamo reagito al meglio delle nostre possibilità per giungere fino ai giorni nostri.

Ecco. L’amore per se stessi e per la propria vita, comunque essa si sia manifestata, secondo me è una delle più grandi conquiste psicoterapeutiche. La psicoterapia non nega alcun vissuto ma aiuta ad elaborarlo per renderlo neutro e non scatenare reazioni negative nel presente.

Qualsiasi conquista si raggiunga durante la psicoterapia è un passo di gratitudine e, per quanto a volte possa essere difficile e doloroso, ripaga ampiamente di tutto l’impegno profuso.

Questa avventura dentro me stessa mi ha in qualche modo ammorbidita, resa meno rigida nei confronti miei e degli altri. Ho imparato ad essere la mia alleata e non la mia antagonista, a fidarmi di me e credere che avrò modo sempre di farcela.


Erica, 24 anni

Ho sempre definito il mio percorso psicoterapico come un percorso di ri-nascita. Accorgendomi poi, però, che esistono due certezze nella nostra vita: la nascita e la morte. E che non può esserci forse una ri-nascita perché non c'è una ri-morte. Ma tra la vita e la morte, proprio al centro, si colloca l'esistenza. E lo scopo della nostra vita è dare un senso alla nostra esistenza.

Questo percorso mi ha insegnato ad esistere, sentire, accogliere, affrontare, scalzare convinzioni e vivere ogni esperienza ed emozione intensamente e senza timore: rabbia, dolore, appartenenza, amicizia, amore, gioia, serenità, riconoscenza.

Ecco quindi che no, non sono ri-nata. Ma ho vissuto molto di più: ho ri-creduto in me stessa e nella vita, ri-scoprendomi.

Mi sono ri-trovata, ri-costruita e ri-ascoltata. Mi sono ri-affacciata al mondo e alla mia esistenza. Dandole finalmente, ogni giorno, un senso. Il mio.


Elisa, 30 anni

Mi chiamo Elisa, ho 30 anni. Da circa 3 sono in psicoterapia. Ed è stata la scelta più intelligente e coraggiosa che io possa aver fatto. Intelligente perché mi ha dato ottimi frutti; coraggiosa perché.. ci vuole una forza incredibile a guardarsi dentro, accettarsi, e tirare fuori vecchi fantasmi dal cassetto che avresti preferito tenere sotto chiave.

Ripenso a questi tre anni e.. è come se fossi andata a camminare in montagna, a raggiungere una vetta. Cerco di spiegarmi.

Quando arriva l'ora di mettersi in cammino, parto sempre un po' scoraggiata.. penso a quanta strada c'è da fare, a quanto sarà dura. Anche se so che arrivata alla meta sarò molto, molto felice. Una cosa molto importante: in montagna non si va mai da soli. Ed è proprio il compagno di viaggio l'elemento fondamentale.

Inizio a camminare e tutto sommato vedo che le gambe si muovono, sincronizzo il respiro. Vado.

Arriva sempre un punto, o anche di più, un po' difficile. Ci sono dei gradoni da affrontare, o altre difficoltà; le gambe ti chiedono di fermarti. Lo devi fare. Ma riesci a raccogliere le energie, capisci che dentro di te la forza e gli strumenti li puoi trovare. Il buon compagno di viaggio ti aiuterà sempre in questo.

Raggiungo la meta. Il panorama è bellissimo; quasi immediatamente dimentico la fatica. Arriva la soddisfazione; l'avercela fatta. Mi posso godere lo spettacolo per un po', ma arriva l'ora di tornare giù.

Le gambe si muovono meglio, quasi viene voglia di correre. Lo posso fare, ma posso anche mettere un piede sul sasso sbagliato e scivolare, cadere. Mi rialzerò, ormai lo so.. ho affrontato tutta quella salita! Ma cerco di metterci attenzione comunque, senza togliermi il divertimento.

Questo è stato per me il viaggio della psicoterapia. Iniziato per una delusione affettiva.. ho scoperto la me stessa che non conoscevo! Prima di partire ero indecisa, pensavo a quanto dolore avrei dovuto guardare in faccia, alla fatica del lavorare su di me. Ma poi ho pensato che alla fine sarei stata bene.

La prima tranche è durata alcuni mesi. Stavo bene ed avevo una nuova energia, nuovi colori. Poi la vita ti fa incontrare altre persone, ti dona gioie ma anche delusioni. E sono rientrata. Avevo il vuoto dentro. Le gambe davvero non si muovevano più. Ho affrontato la depressione. E poi, piano piano, di nuovo mi riempivo di cose nuove. Nuove certezze. Non smetterò mai di ringraziare la mia compagna di viaggio.

Grazie a lei ho sperimentato l'EMDR e la sua potenza. Ogni volta un'emozione grandissima in questa possibilità di prendere il ricordo, e risistemarlo. A parole non è facile.. è come se nella mia cassettiera dei ricordi ci fosse un gran disordine, tanto da non voler nemmeno aprire per guardare. E nella quotidianità mi comportavo di conseguenza, per tutto quel disordine che mi ero portata dietro. Poi arriva l'EMDR e, a volte con fatica, perché ci sono ricordi o fatti accaduti così ben intrecciati da non lasciarsi sgrovigliare, i file si risistemano. Ce l'ho fatta. Ho avuto anche paura in certi momenti.. ricordare alcuni vissuti mi aveva bloccata. Letteralmente. Ma io non ho mollato. Ogni tanto ci ho anche pensato.. ma la mia compagna di viaggio non mi ha mai lasciata sola e mi ha aiutata a tirare fuori tutti quegli strumenti che nemmeno pensavo di avere.

E sono arrivata in cima, mi sto godendo il panorama. So che dovrò fare molta attenzione anche durante la discesa. So che potrei cadere. Probabilmente succederà. Ma ho uno zaino con molti attrezzi, e spero di saperli usare. Non mi mancherà il coraggio di chiedere di nuovo aiuto se ne dovessi avere bisogno.

Iniziare un percorso di psicoterapia non è una debolezza. Ci vuole coraggio a guardarsi dentro e a stare a contatto con le proprie emozioni. Lo consiglierei a tutti, è un viaggio bellissimo alla scoperta di sé.


Edith, 44 anni

La cosa più complicata è stata raccogliere il coraggio e telefonare la prima volta. Ho tenuto per diversi mesi il numero della Psicoterapeuta registrato in rubrica, ogni tanto lo guardavo e sfioravo il tasto per la chiamata, senza mai premerlo davvero.

Il mio timore era che un percorso terapeutico avrebbe potuto far scoperchiare un vaso di pandora, ‘costringendomi’ ad un’analisi senza fine.

Il pretesto per iniziare l'ho trovato fuori da me, fin dalla seconda seduta però, il vero nocciolo della questione si è palesato.

Non credo di essere ancora uscita completamente da certi meccanismi e da certe dinamiche disfunzionali, che tanto chiaramente sono riuscita a mettere a fuoco grazie al paziente aiuto della dottoressa Prezia, ma mi ha aiutato tanto il poter osservare le cose e le persone da un altro punto di vista.

Anche io mi sono scoperta diversa: c'è una parte di me consapevole, indipendente e orgogliosa della propria identità e unicità. L'ho vista, l'ho incontrata e ho percepito la sua energia e potenzialità. Adesso devo avere il coraggio di farla uscire e di fidarmi delle sue emozioni.


Chiara, 31 anni

Per me l'esperienza dell'EMDR è stato un vortice emotivo meraviglioso. Ogni seduta ha sviluppato in me una capacità di elaborazione del mio vissuto fortissima. Come un bocciolo di rosa che si schiude. Delicatamente ma allo stesso tempo con una forza vitale impressionante.

A conclusione di ogni mia seduta mi rivedevo sulla cima di una montagna, a guardare l'orizzonte... Questa è la terapia. Ripercorrere il tuo cammino di vita per poi arrivare in cima e poter apprezzare lo spettacolo della tua vita, perché questo ho imparato...quanto la vita comunque sia uno spettacolo meraviglioso.

La psicoterapia dovrebbe essere come un appuntamento fisso.... È utile come prendersi del tempo per se stessi e andare alle terme o a farsi un bel taglio di capelli o un bel massaggio... è prendersi cura della propria anima. E la consiglio vivamente a chiunque.